Di nuovo online! Gli auguri per la Pasqua del Ministro Provinciale Fr. Alfonso Polimena

Di nuovo online! Gli auguri per la Pasqua del Ministro Provinciale Fr. Alfonso Polimena Pasqua

 

Cari fratelli, care sorelle,

sono passati tre anni dall'elezione di Papa Francesco, tre anni che hanno lasciato un segno nella Chiesa e nella storia. Non è tanto il tempo che è passato dal giorno della sua elezione, ma è un tempo pieno, intenso, al quale, spesso, si fa fatica a stare dietro i tanti stimoli che ci offre attraverso i suoi linguaggi. Dico linguaggi, perche sta comunicando, in diversi modi, l'unico messaggio che gli sta a cuore: Dio è amore, e si manifesta nella tenerezza e nella misericordia verso tutti e tutti siamo chiamati a diventare portatori di questo.


Questi tre anni di pontificato, mi richiamano altri tre anni, pieni, intensi, quelli della vita pubblica di Gesù, che lo hanno portato al compimento pieno della sua missione nei confronti di tutti gli uomini: rivelare il volto amorevole e misericordioso del Padre verso i suoi figli attraverso una vita donata per tutti.
Un tempo durante il quale si è dato, con la parola, con i gesti, ai suoi, che aveva scelto per prepararli e mandarli ad annunciare e rendere presente la novità del Regno di Dio. 
Un percorso non facile nella sua verità, perché toccava il profondo di quegli uomini, dove la novità voleva entrare per diventare vita nuova. 
In questo tempo si è dato anche a coloro che di quella parola e di quei gesti avevano bisogno, con consapevolezza o meno. Poco di buono, persone da evitare, esclusi ed emarginati, peccatori e peccatrici. Quanti da quella parola e da quei gesti sono stati toccati e si sono lasciati toccare, sperimentando la bellezza di una novità nella loro vita ormai segnata! 
Ed hanno ripreso a vivere.

Si è dato anche a coloro che non volevano saperne, gente già provvista e sicura di sé, con una vita che non aveva bisogno di nessuna novità, in quanto avevano la certezza della Legge.
Almeno cosi pensavano. Nemmeno la cattiveria, il pre‐giudizio, il peccato, lo hanno fatto recedere. Si è dato senza sosta, senza elucubrazioni di nessun tipo; si è reso disponibile e pronto a pagare di persona e, di fatto, ha pagato, e anche un caro prezzo.
Ma proprio dentro questa storia era presente la novità di vita che era venuto a proporre e realizzare. Una storia di Dio che l'uomo ha sempre fatto fatica a comprendere e soprattutto a vivere.
"Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi." (Rm 5,7‐8).
Eppure attraverso questa storia siamo stati salvati!
Dio non lascia le cose a metà, ma le porta a compimento. Non sono la mortificazione e la morte, né la pietra tombale ed il definitivo silenzio, l'ultima parola di Dio. La vita risorge, si rinnova, quando lasciamo che sia Dio a operare nella nostra vita, nelle nostre storie. 
Francesco di Assisi, un uomo che si è lasciato toccare dalla mano amorevole e misericordiosa di Dio, ha fatto esperienza di questa vita nuova, e l'ha accolta come puro dono: "il Signore concesse a me..." ripete spesso e vive, pur con fatica e nelle resistenze. Senza mai cercare di appropriarsene.
Anche su ciascuno di noi, quella mano amorevole e misericordiosa si è delicatamente poggiata, per renderci partecipi di una vita bella, di una vita buona, della vita di Dio. 
La vita nuova, che nessuna pietra tombale può mettere a tacere, abiti i nostri desideri e ci guidi nel cammino della vita. Il Signore Risorto, il non abbandonato dal Padre, accompagni ciascuno di noi.
Buona e Santa Pasqua di Resurrezione a tutti voi.

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